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Com’è distribuita la ricchezza in Italia?

Un’analisi approfondita condotta dalla Banca d’Italia rivela che il 5% delle famiglie più ricche in Italia detiene circa il 46% della ricchezza totale, ma la storia completa va oltre: dalle variazioni nei portafogli finanziari alle sfide nella composizione del patrimonio abitativo, esploriamo come la ricchezza è distribuita e come queste dinamiche stanno cambiando nel contesto economico attuale

In Italia, la disparità nella distribuzione della ricchezza rimane una realtà stabile, con il 5% delle famiglie più ricche che detiene circa il 46% della ricchezza netta totale, secondo un’indagine recente condotta dalla Banca d’Italia. Nonostante alcuni cambiamenti nella composizione del portafoglio delle famiglie tra il 2010 e il 2022, le principali tendenze delle disuguaglianze sono rimaste costanti nel periodo più recente.

La casa rappresenta una parte significativa del patrimonio degli italiani, costituendo il 50% della ricchezza complessiva. Tuttavia, questa percentuale varia notevolmente in base alla classe di ricchezza, con le abitazioni che rappresentano addirittura i tre quarti della ricchezza per le famiglie meno abbienti. Al contrario, la classe più ricca ha una maggiore diversificazione del portafoglio, possedendo anche quote sostanziali di azioni, partecipazioni e attività reali destinate alla produzione.

Tra il 2010 e il 2022, il peso dei depositi è aumentato in tutte le classi di ricchezza, in particolare per la classe centrale. I depositi sono cresciuti complessivamente del 40%, con un aumento significativo per le famiglie appartenenti al decimo più ricco. Al contrario, la quota di depositi detenuta dalle famiglie meno abbienti è diminuita sensibilmente. Per le famiglie più povere, i depositi rappresentano l’unico elemento rilevante della ricchezza finanziaria, costituendo il 17%.

La composizione del patrimonio abitativo ha subito variazioni nel periodo considerato, con una diminuzione dal 55,8% al 50,2% a livello aggregato. Tuttavia, per le famiglie più povere, la percentuale di ricchezza legata alle abitazioni è aumentata di quattro punti percentuali. La classe centrale ha visto una riduzione nella quota di patrimonio abitativo detenuta, mentre il decimo più ricco ha registrato un aumento. Le famiglie meno abbienti mantengono una percentuale stabile di patrimonio abitativo intorno al 14%.

In un contesto di generale flessione dei prezzi degli immobili, queste dinamiche evidenziano la complessità della distribuzione della ricchezza in Italia e la necessità di approfondire la comprensione delle sfide legate alle disuguaglianze economiche.

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